DISEGNARE OVUNQUE

DISEGNARE OVUNQUE

SU COME CERTE IDEE TI AIUTANO NELLE PASSIONI


Ho sempre disegnato i miei personaggi in maniera tradizionale: su carta.
E poi matite, pastelli, pantone markers, china.
Poi è arrivato tra le mie mani un iPad, regalo di compleanno. Subito non ho saputo bene cosa farmene, perché nonostante il mio lavoro si svolga già quasi completamente al computer, il disegno era rimasto per me una prerogativa strettamente manuale, da svolgere alla “vecchia maniera”.
Però sono curiosa e ho iniziato a cercare un po’ ovunque informazioni su come coniugare questa nuova risorsa che avevo acquisito e la passione per l’illustrazione.
La rete è una buona amica se vuoi informazioni e ho scoperto mille nuove possibilità per creare.
Passare dalla carta al digitale non è facile. E’ un po’ come per i libri, no?
All’inizio pensi che mai niente potrà farti preferire un freddo schermo all’odore di un buon libro stampato. Poi inizi a capire che la storia ti avvolge lo stesso, alla stessa maniera, non importa quale che sia il sostegno e che puoi leggere senza luce accesa, che ti puoi portare i ventimila libri che hai sempre sognato di leggere in vacanza senza dover lasciare a casa neanche un maglione, perché in valigia non ci sarebbero mai stati.

Ecco per il disegno è stato più o meno lo stesso percorso mentale di rifiuto, curiosità ed esaltazione!
Ho dovuto studiare i software certo, ma l’esperienza e molto molto reale nonostante si svolga tutta sullo schermo. Ho cominciato disegnando solo con le dita e, più volte, quando ormai riuscivo ad ordinare alla mano di fare quel che la testa già vedeva, mi sono ritrovata a guardarmi le dita, convinta di averle sporche di colore, tanto la cosa era naturale.

Da qui all’esigenza di poter sfruttare questa nuova risorsa ovunque, il passo è stato breve. Ma per quanto sia facile portarsi in giro un tablet, non lo è altrettanto se vuoi disegnare,  perché una mano ti serve libera, e si, sono leggeri, ma mai quanto un foglio di carta.

Quando Meliconi mi ha chiesto di testare i suoi prodotti per tablet e telefono è stato veramente incredibile trovare finalmente una soluzione.
Ce ne sono tantissimi come potete vedere voi stessi su www.meliconi.com/it/, ma per me il Circle Click System è veramente utilissimo.

Oltre ad essere un solidissimo guscio con cover ripiegabile che permette di tenere il tablet in tante angolazioni diverse, ha sul retro un anella che ti da la possibilità di tenerlo facilmente con una mano sola, lasciando libera l’altra, nel mio caso, per disegnare.



E trovata la soluzione, sono partita in esplorazione.
Poche cose: il mio tablet, una buona sciarpa e al primo giorno libero me ne sono andata in collina.


E finalmente libera di disegnare ovunque, mi sono costruita anche un castello delle fate direttamente sulla mia collina preferita.


Buon mercoledì, a voi che passate di qua :)




L’ORA DELLA MERENDA

L’ORA DELLA MERENDA

Vi racconto come ho lavorato con mio figlio



Ho sempre più o meno avuto la fortuna di fare un lavoro creativo, a parte qualche buco nero (e non rivanghiamo!) negli anni subito dopo la fine degli studi, chiamiamoli “artistici”.
Comunque, dicevo, un lavoro che unisce il “dovere” alle proprie passioni è davvero una grande fortuna, ma rare volte è coinciso anche con la condivisione di momenti di gioco con mio figlio. Questo è uno dei rari casi in cui io e D ci siamo veramente divertiti molto.
E lui mi ha anche aiutata davvero tanto, perché qui, eravamo principalmente nel suo di mondo (anche se per la verità mi sto bevendo una giraffa anche adesso...)

Ne avevamo parlato un po’ di tempo prima, quindi quando sono arrivati i Triangolini Valfrutta è stata già di per sè una gran festa perché si poteva iniziare (avete presente l’ansia di un cinquenne a cui viene detto che presto si farà una tal cosa? Ecco quella, tanta).

D. ha aperto i pacchi e con vera dedizione ha iniziato a pensare a quale animale gli piacesse di più e perché. Ha cambiato idea un centinaio di volte, assaggiato un po’ tutti gli animali e ricambiato idea un altro centinaio di volte, ma alla fine il leone ha vinto.



Ed è stato guardando lui giocare che ho pensato che sarebbe stato bello far diventare l’ora della merenda un momento buono per raccontarci delle storie, non solo a parole, ma proprio visualizzandole. Il pack tra l’altro si presta molto a far viaggiare la fantasia.

Abbiamo sparso sabbia su un tavolo (e ovunque per casa) e disegnato il sole, la collina e le nuvole con una penna (chiusa) direttamente sulla sabbia.
Qualche foglia dal cortile sotto casa e siamo andati in scena.




E quindi ecco il nostro leone, rigorosamente vegetariano (non si sopportano spargimenti di sangue di povere gazzelle qui in casa!) che assetato e annoiato vaga per la savana, quando all’improvviso gli viene un’idea geniale: “Adesso mi faccio proprio una bella spremuta di pera”
Si dice che ancora se ne vada saltellando, ridendo e ruggendo per la felicità!



Potete giocare anche voi, su www.valfrutta.it o sulla loro pagina facebook, chiedendo ai vostri bimbi a quale animale assomigliano di più e perché. Provateci, perché la risposta vi sorprenderà (e la vedrete anche pubblicata). Io e D ormai ce le siamo lette praticamente tutte.

Abbiamo ancora un’altra storia da finire, ma per ora ci stiamo ancora lavorando!




The observer

The observer




C'è una stagione, una parte della vita, in cui tutto ha bisogno
solo di essere osservato. In silenzio e con cura.
Perché in questa stagione particolare, qualsiasi cosa ha storie da raccontarti.



E dopo che hai osservato attentamente, attraverso e insieme a tutto ciò che ti circonda,
devi muoverti e toccare tutto con le tue mani.
Così da sentire la tua storia attraverso il discorso della vita.

Buon week end, osservatori che passate di qua.

Oggi così

Oggi così




Oggi immaginatemi così, leggera e svolazzante come una farfalla.

Dopo un anno quasi esatto di visite e controlli, D ha ricominciato a crescere.
E gli esami per quelle-cose-che-non-si-nominano-neanche, per ora, rimandati.

E niente, oggi lasciatemi così :-)

La collina dall'altra parte del sogno

La collina dall'altra parte del sogno



C'era una volta una collina, dove niente era ciò che sembrava.
C'erano alberi, ma se si guardava attentamente si scopriva che altro non erano che foglie.
C'erano i fiori, si c'erano.
Ad uno sguardo poco attento potevano sembrare un poco scoloriti e per niente interessanti,
ma per chi aveva voglia di guardare,
ahhhh, ecco che si svelavano per ciò che erano: leggeri tocchi di inchiostro.
E lì, su quella collina, al viandante che vi arrivava la realtà pareva un sogno.
Eppure, anche in questo caso, a voler guardare un tantino più a fondo
si scopriva poi che il sogno era realtà.
Pochi facevano visita alla collina, un po' per la distanza, un po' perchè era proprio difficile trovarla.

Ma come in tutte le storie che si rispettano, qualcuno poi per forza arriva,
se no poi che cosa si avrà mai da raccontare?



E insomma, ecco che saliva su per la collina una bambina, e lì decideva
che quello era un posto buono per sguinzagliare i sogni.
Li lasciava liberi di volare, nello spazio di un battito di ciglia.

Alcuni erano belli, rossi e dorati. Altri erano incubi scuri e fumosi.
Altri ancora erano lieto fine mancati.

E così, svuotata dai sogni, a guardarli volare le capitava di pensare
che la cosa bella era che ogni giorno si poteva sempre ricominciare.




Hello Natallia!

Hello Natallia!


Natallia quella dei butter brot (panini preferibilmente con prosciutto cotto sottilette, ma il formaggio mai cotto eh, sia chiarito) ognuno hai suoi gusti, del resto.  Voi riuscireste a contraddirla?

Natallia l'ho conosciuta solo attraverso le parole di Sandra, ma chi conosce Sandra sa bene che con le parole è in grado di creare mondi e farti davvero vivere per un po' fianco a fianco alle persone che descrive. E per me questa è la più grande dote di chi scrive, farti sentire in famiglia, tornare un poco a casa ogni volta che torni alla pagina scritta.

Io e Sandra abbiamo collaborato alla stesura di albo illustrato (ancora in cerca di editore) ma mi è piaciuto davvero tanto lavorare con lei che abbiamo pensato di continuare con qualche altra cosa.
Presto spero di potervi far vedere il risultato.

Intanto se volete conoscerla meglio la trovate qua: http://ilibridisandra.wordpress.com/
E, come direbbe lei: "Kallomina!" (Buon mese)

Benvenuto Novembre, mi fido di te! ;)

Lacrime di fiore

Lacrime di fiore


Abbiamo tutti bisogno di raccontare.
Serve per fermare un momento nel tempo, oppure per non perdere
certe sensazione quando ci lasciano e se ne vanno per la loro strada
proprio come i petali di un fiore quando ha finito il suo pezzo di storia.
Ho letto da qualche parte che se fissi un fiore, per un po' quello diventa un mondo
in cui puoi abitarci dentro.
E proprio guardando i fiori sulla mia scrivania che Nini è venuta a trovarmi.
L'ho seguita sulla strada per altrove, uno qualsiasi di tutti quelli che ci sono là fuori.



Ho seguito i petali come Pollicino nel bosco seguiva le briciole.
Una lunga strada profumata destinata a sparire se non le presti subito attenzione.
E così che metabolizzo ricordi, esorcizzo incubi e anche un po' i sogni,
ché a volte possono essere più ossessivi di certe paure.




E siamo rimaste così, senza arrivare a capo di niente, sospese nel tempo di un racconto.

Ricetta per una giornata (quasi) perfetta

Ricetta per una giornata (quasi) perfetta

Prendete una buona quantità di cioccolata.
Per me rigorosamente fondente, molto fondente, ma va bene di qualsiasi tipo.

Rompetene qualche quadretto, ma prima addentatene uno e gustatevelo.
Con molta calma, a fondo.


Fatto? Bene allora proseguiamo.
Con i pezzetti rotti in precedenza create una soffice pozzanghera nera.
Ora prendete due bastoncini di cannella e metteteli uno sopra all'altro,
quasi a creare un trampolino.

Fatto? Ok.
Salite sulla cannella.

E ORA SALTATE DENTRO.


E non dimenticate di ridere tanto.

(C'è anche la variante nutella, come buon bagno ristoratore)

Buon venerdì a chi passa.

Cappuccetto rosso

Cappuccetto rosso



A volte devi andare nel bosco ad affrontare il tuo lupo,
farci una bella litigata e dopo, solo dopo,
andare a bersi una birra insieme.

Ognuno è un'isola

Ognuno è un'isola



"Ogni uomo è un'isola, e rimango di questa opinione.
Però, chiaramente, alcuni uomini fanno parte di un arcipelago di isole.
E sotto l'oceano in effetti le isole sono collegate."

A proposito di fiducia

A proposito di fiducia

Quel giorno c'era vento e il mare era agitato.
Vennero in tre a bussare alla finestra quadrata che affacciava sul mare.
Dissi loro: "Se volete riposare, dovrete fidarvi"
E per per un poco sono stata albero.



About illusion

About illusion


Puoi fidarti dei tuoi occhi? E dei sentimenti? Se è vero per te, allora è vero.

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